PAROLE CHE SANNO DI CARNE Più CHE DI CARTA...
Aisling è la storia di uno strano pub, di un conservatorio al civico 5 e di due potenti e antiche congregazioni, i Visionari e i Protettori, da sempre in lotta, alla ricerca di Occhio Primo, di Stella Raggiante e di una melodia rivoluzionaria. Ed è la storia di due ragazzi molto speciali: Adam e Iris, che con il loro talento e il loro coraggio cambieranno il mondo. questa la dedica:
“A Martina e Alessandro
che, con la musica delle loro esistenze, a occhi aperti
hanno accompagnato la nascita di questo romanzo
e che, con i loro sogni a occhi chiusi,
saranno per sempre tra queste pagine”
💟
Ci sono momenti nella vita che segnano il cuore, e uno di questi è proprio quello che ho vissuto scrivendo AISILING e durante quell’anno scolastico ormai passato, ma che porto e porterò sempre dentro di me.
Rivolgo il mio pensiero, colmo di emozione e gratitudine, all’Itis Mattei che è stato per me molto più di un semplice luogo di lavoro: è stata un caos di vite ribelli e meravigliose che mi avvolto e stravolto, una fonte inesauribile di scoperta e crescita, di silenzi assordanti e di relazioni delicate che saranno per sempre elementi fondamentali per comporre la musica della rinascita di una Nausica nuova.
Aisling è tutto questo: un caos di vite che in realtà nasconde sempre una melodia preziosa ed unica che ha bisogno solo di un ascolto attento per scovarne la nota mancante, quella ribelle ma che ne fa senso ed armonia. Sguardi e parole di colleghi, compagni di viaggio e studenti, sono stati note di forza e fragilità su un pentagramma complesso e tutto da interpretare, ma che, alla fine, ha trasformato la mia esistenza e spero quella di coloro che leggeranno questo mio ultimo romanzo e anche l’altro DHA' per capire meglio l’evoluzione, la crescita, la rinascita che vi è in ogni parola.
Molte volte mi si chiede di raccontare la storia nascosta nel mio romanzo e dei significati che vi sono dietro e io lo faccio a cuore aperto perché dentro quelle pagine c’è davvero tutto il mio cuore, tutti i miei respiri, tutti i miei sospiri, tutte le mie emozioni, tutte le mie lacrime e i miei sorrisi, tutta la vera Nausica.
Molte volte mi si chiede anche di parlare delle persone che ho incontrato e che poi sono state accanto a me mentre scrivevo o perché ci erano capitate per caso, o perché volevano starci o forse perché erano semplicemente incuriosite. Il perché non me lo chiedo, forse non mi interessa. So solo che ogni incontro per me non è stato un caso, e ancora oggi non lo è. quindi quando mi si chiede di paralre di loro, mi viene sempre da sorridere mentre un po' di nostalgia si affaccia dai miei occhi, perché? Perché certe cose non si possono spiegare a parole, non ne hanno bisogno perché utilizzano un linguaggio diverso, alchemico, misterioso e letalmente profondo ed è quello che lascia più tracce e che, forse, poi dà vita a parole che sanno di carne più che di carta: dei miei studenti dentro porto ogni sorriso e ogni storia, dei miei colleghi porto dentro ogni momento di confronto, ogni silenzio, ogni distanza e ogni “ho capito” detto spesso senza parlare ma solo restando accanto, ognuno come poteva e voleva. E a me, quel restare accanto, sensibilmente silenzioso, mi ha abbracciato del tutto e non mi ha mai fatta sentire sbagliata.
Porterò sempre con me quel calore, quella forza della fragilità che un anno di vita mi ha reinsegnato. Anzi, eternamente, nel tempo, sarà ed è( come sto vivendo direttamente in questi giorni nelle mie nuove avventure da prof e non solo!) AISLING a portarli e a raccontarli incontrando altrettante vite, altrettante difficoltà e altrettanti sogni di cuori di eterni bambini dentro corpi di adulti a cui basterà solo di ricordare di fermarsi e chiudere gli occhi per ritrovarli e, chissà, per ritrovarsi…


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