ALCHIMIA DELL'ALBA

 

Esiste un momento, sospeso tra l’ultimo respiro della notte e il primo battito del giorno, in cui il mondo non è ancora forma, ma solo possibilità. È l’alchimia dell’alba. In questa zona franca del tempo, la luce non si limita a illuminare le cose: le trasforma.

L’alba è il rito di passaggio per chiunque cerchi una verità che vada oltre il visibile. Non è solo un fenomeno atmosferico, è uno stato mentale dove gli opposti si fondono e l'anima si concede il lusso di essere, finalmente, nuda.

Per abitare l’alba serve una dote rara: la sensibilità. Non quella fragile che teme il mondo, ma quella potente che sa ascoltare il rumore del sangue nelle vene e il sussurro del vento tra le case ancora addormentate. È in questo silenzio che si coltiva la libertà del cuore.

Essere liberi nel cuore significa avere il coraggio di abbandonare le armature del giorno precedente. Significa abbracciare quel briciolo di follia necessaria per credere che tutto possa ricominciare da zero. La follia, nell’alchimia dell’aurora, è la medicina che guarisce dal cinismo: è la capacità di guardare l’orizzonte e vedere non un confine, ma un invito.

Ma l’alchimia non è mai un processo del tutto solitario. Mentre il cielo si tinge di rosa e oro, il pensiero corre inevitabilmente a ciò che manca per rendere perfetto questo incantesimo.

C’è un’assenza che si avverte più forte quando la luce è ancora incerta. È il desiderio segreto di una presenza che sappia leggere e tenere stretto questo silenzio con la stessa grammatica. Qualcuno che non abbia paura dell’intensità di queste ore, che non abbia paura di fare silenzio insieme mentre nasce il primo raggio di sole. Qualcuno che sappia abitare questo momento di magia e di follia , senza chiedere spiegazioni, semplicemente restando lì, dove la notte finisce e la vita esplode.

L’alba ci insegna che non siamo mai prigionieri del nostro passato, a patto di avere il cuore abbastanza leggero da volare verso il nuovo sole. È un invito a restare sensibili, a restare folli, a restare coraggiosi e forti.

Ecco io in questo momento alchemico, rivedo Aisling. Un romanzo che è una rivelazione dell'anima, un sogno notturno che si fa carne, un caos vorticoso che tiene per mano il buio per poi esplodere come una supernova. AISLING che, in gaelico significa SOGNO o VISIONE, rappresenta proprio la melodia nascosta nell'alchimia dell'alba, quella della propria anima che riconosce e mostra al mondo la sua vera luce. Luce che ogni volta si dà in maniera diversa, una fiamma di dimensioni sempre uniche e dai colori sorprendenti e che lasciano senza fiato.

Dietro il mio romanzo c'è un significato ulteriore, una visione, che ogni lettore scopre da sé perché unica e personale, alba privata di rinascita, di un fuoco che brucia ciò che non serve più e fa spazio ad una nuova luce, ad un nuovo sogno di vita da realizzare come quando si era bambini.

Per tale ragione nessuna parola, nessuna azione, nessuna persona è un caso all'interno del romanzo, ma oserei dire, anche all'interno delle mie giornate. Tutto segue quel sogno che AISLING racconta: visione, alba di nuova vita che brucia e narra, che tende la mano, che cerca verità, follia e sensibilità dentro gli occhi di chi, accanto a te, nel modo in cui può e vuole, sa far silenzio davanti alla meraviglia, all'emozione che ti scuote e che spesso ti distrugge per ricostruirti, di chi non se ne va. Di chi anzi, a modo suo, rimane e, insieme a te, prova a fare l'alchimista della propria alba.




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Scrittura, alba dell'anima...

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