L'ALCHIMIA DEGLI SGUARDI E IL MOTO PERPETUO


In un'atmosfera sospesa tra il realismo magico della Royal Mile di Edimburgo e l'eco malinconica delle scogliere irlandesi, il romanzo AISLING si dipana come uno spartito vivente, dove ogni relazione non è solo un incontro, ma una nota necessaria a comporre un'armonia più grande. È la storia di Adam, un "piccolo grande genio della vita" nato con la sindrome di Asperger, la cui esistenza è un "dono complesso" capace di catturare i cuori e farli danzare al ritmo di una nuova musica esistenziale.

La narrazione è un corale in La maggiore, una tonalità luminosa che non ha mai fine perché si rigenera nel "Respiro" di chi ha il coraggio di rinascere. In questo cammino, le persone diventano "cardi umani" — fragili ma potenti — capaci di trasformare il dolore in una melodia misteriosa e disordinata, che trova la sua unica risoluzione nell'incastro perfetto di anime diverse.


In questa corale, ogni legame rappresenta un dono alchemico per trasmutare il dolore in oro: Martina e Alessandro sono le chiavi di violino senza le quali nessuna nota sarebbe intessuta insieme, nessuna melodia avrebbe senso e scopo; Francesca è l’amicizia sincera, una nota pura che non suona mai falsa; Federica è la condivisione, la pausa musicale che trasforma il peso in respiro; Antea, Alessia, Valentina e Barbara sono l’esperienza e la passione, note profonde, ben calibrate e sagge come base per i passi incerti sul pentagramma della vita; Francesco è la caparbietà del pentagramma stesso, la struttura che impedisce alla melodia di sfaldarsi; infine Andrea è la sensibilità che è un insieme di diesis e bemolli, note contemporaneamente lontane e dentro lo spartito, luce e ombra di sogni in una epoca che ha smarrito la vera musica.

Il romanzo insegna che "si rinasce attraverso il dolore" e che la disabilità e la fragilità sono "sguardi unici ma incompresi sul mondo". Aisling (che in gaelico significa "visione" o sogno) è quella scintilla che ognuno porta dentro: la consapevolezza che, nonostante il temporale esterno, esiste una melodia interiore — lo spartito dell'anima — che nessuno può rubare.

È una storia di vite che si salvano a vicenda, dove un semplice gesto, un oggetto o o un silenzio condiviso valgono più di mille parole, diventando l'ancora di salvezza per non perdersi nella "deriva di sé stessi". È questa la melodia che non ti abbandonerà mai: la certezza che ogni incontro è un "cardiogramma d'esistenza" destinato a far battere il cuore al ritmo della vera vita. L'Alchimia degli sguardi non è una trasformazione che avviene nel silenzio di un laboratorio, ma tra le pieghe di una vita vissuta, dove il dolore si trasmuta in oro attraverso l'incontro e la risonanza. 

Aisling è una composizione in La Maggiore: una tonalità luminosa, vibrante, tradizionalmente associata alla fiducia e alla pienezza. Eppure, ha in sé una sfumatura misteriosa e disordinata. È una musica che sembra perdersi in dissonanze improvvise, in ritmi spezzati che riflettono il caos del mondo esterno, ma che nasconde un segreto: non avrà mai fine.

La storia di rinascita di Aisling non è un traguardo, ma un moto perpetuo. La sua "risoluzione" non arriva nel silenzio, ma nell'armonia collettiva. Come in un’alchimia sacra, gli elementi disparati (le fatiche, i sogni, le perdite) trovano il loro unico modo di risolversi solo quando si intrecciano alle vite degli altri e tornano a respirare. 

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Scrittura, alba dell'anima...

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