Intervista a Nausica Manzi: il terremoto emotivo di Aisling
- da gestione editoriale
Intervista a Nausica Manzi: La magia e il terremoto emotivo di Aisling
Giornalista: Nausica, il tuo libro "Aisling" ha appena ricevuto un riconoscimento prestigioso dalla critica di letteratura contemporanea comparata inglese dell’Università di Glasgow. La motivazione parla di una potenza e una tenerezza straordinarie, di una capacità di "far danzare l'anima". Che effetto fa leggere parole simili sulla propria opera?
Nausica Manzi: Quando ho letto quelle righe, la primissima reazione d'istinto è stata pensare di non essermi ancora svegliata, di stare ancora sognando! È un riconoscimento che mi riempie di gratitudine, perché tocca esattamente le corde più intime del mio modo di scrivere: l'amore per la letteratura, la cura per le tecniche stilistiche e quel desiderio profondo di creare qualcosa che faccia chiudere gli occhi e mettere i brividi.
Giornalista: La notizia ti ha raggiunta mentre ti trovavi a Napoli per ritirare un altro premio. Un luogo già di per sé carico di passione ed energia. Che cos'ha scatenato in te questo connubio tra la città e la notizia? Conoscevi già Napoli? Se si come l hai conosciuta ?
Nausica Manzi: Ricevere questa notizia mentre ero a Napoli è stato un vero e proprio terremoto emotivo. Napoli ha una forza viscerale, e ricevere un riconoscimento del genere in quel contesto ha amplificato ogni singola sensazione che stavo provando.
Certo Napoli la conosco bene. L’ho conosciuta anni e anni fa, forse, a partire, da uno sguardo, da momenti di pure condivisioni.
Da quel piccolo spiraglio, poi le fasi dell’esistenza, come nell’alchimia, si sono via via evolute fino ad esplodere in una vera e propria rubedo — quel fuoco alchemico, quel rosso vivo e pulsante che rappresenta il compimento, la rinascita, il ritrovarsi. Ed eccomi tornata in questa città con Aisling tra le mani.
Giornalista: Un percorso così intenso non si compie mai del tutto da soli. Chi c'è al tuo fianco in questo viaggio e che ruolo hanno queste presenze nella tua vita e nel tuo lavoro?
Nausica Manzi: Le persone che condividono davvero questo percorso con me sono pochissime, si possono davvero contare sulle dita di una mano. Questa "rubedo" non riguarda solo me, ma avvolge anche alcune di loro e la mia speranza profonda è che riesca a riscaldarle.
Qualcuna di queste persone la terrò stretta a me con tutte le mie forze: è un vero e proprio impegno che ho preso, perché ho in mente cose molto precise. Se oggi torno a ritrovare, ad "accarezzare" alcune di queste persone, è perché c'è un motivo profondo e consapevole dietro ogni gesto. E chi non vuole perdermi, spero davvero che afferri e condivida il viaggio della mia leggera e insieme profonda alchimia.
Giornalista: La "rubedo" rappresenta una fase di grande trasformazione e riaccensione del fuoco interiore. Come vedi il percorso di "Aisling" e il tuo cammino da autrice da qui in avanti?
Nausica Manzi: So bene che il cammino di un libro, e della scrittura in generale, non è privo di ostacoli. Ci sono difficoltà, momenti di salita e complessità da affrontare ogni giorno. Ma questa "rubedo", questa fiamma che si è accesa e che celebra il senso più profondo di Aisling, spero e credo con tutta me stessa che non si spegnerà. Sarà un anno di viaggi per il momento posso dire questo.
Mi porto dietro questa forza per continuare a far danzare le parole e, con esse, l'anima di chi legge.
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